Gli italiani spendono in cultura, ma ci sono alcune ombre

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Gli italiani, nonostante tutto, continuano a spendere soldi per la cultura: nel 2017, la spesa delle famiglie per prodotti o servizi inerenti il mondo culturale è aumentata del 2,6% rispetto all’anno precedente, portandosi a quota 71,4 miliardi di euro. Nello specifico, 31 miliardi di euro sono stati spesi tra teatri, cinema, musei e concerti (+3,1% rispetto all’anno precedente). Si tratta di un dato assolutamente incoraggiante, portato alla luce in questi ultimi giorni da un rapporto di Federculture “Impresa Cultura”.

Lo studio dimostra che nel settore culturale si sta verificando un trend positivo, anche se alcune ombre continuano ad esserci. Ad esempio, non si può fare a meno di notare come tra diverse aree geografiche esistano ancora oggi delle forti discrepanze. Qualche dato? Se nelle regioni del Nord Italia la spesa in cultura viaggia su una media superiore a 150 euro, nel Mezzogiorno non si riesce ad andare oltre i 95 euro. A fare meglio di tutti è il Trentino Alto Adige, con una spesa media di 191 euro, mentre i siciliani, pur avendo tra le mani una regione estremamente preziosa dal punto di vista non solo delle bellezze paesaggistiche, ma anche dal punto di vista storico e culturale, spendono soltanto 66 euro in media a persona.

A questo proposito, il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, ha dichiarato: “La differenza che c’è tra Nord e Sud è un vero e proprio problema, nonché la dimostrazione che l’Italia è un Paese che ha delle linee di faglia e che cova grossi tensioni interne. Per questa ragione abbiamo lavorato ad una manovra economica che, tra le altre cose, si pone l’obiettivo di far ripartire l’economia, ma anche cercare di evitare che l’Italia continui ad essere spaccata in due, con una parte e un’altra che corrono a velocità diverse”. Il governo infatti non ha investito fondamentalmente nulla in cultura, in quanto la “strategia” (se così la si può definire) è cercare di lavorare sulla ripresa economica da cui, si pensa, dovrebbe poi conseguire un maggior investimento degli italiani sul fronte cultura.

In ogni caso, l’Italia continua a rimanere al di sotto della media europea: gli italiani, per la cultura, spendono una media del 6% delle loro risorse, mentre tale valore, in Europa, è dell’8,5% e addirittura dell’11% nel caso dei virtuosissimi svedesi. Il dato incoraggiante è che, seppur di poco, crescono i lettori che leggono almeno un libro all’anno: dal 40,5% del 2016 si è passati al 41% del 2017. Ciò che preoccupa, però, è ancora una volta l’inattività culturale: il 38,8% degli italiani adulti non spende neanche un po’ del proprio tempo in una qualche attività culturale.

Per fortuna che gli stranieri che accorrono in Italia, alla cultura ci fanno attenzione! Il 2017, da questo punto di vista, è stato un anno alquanto favorevole per il turismo culturale, che si conferma ancora una volta quale segmento di maggior peso con il 35,4% del mercato turistico e con un incremento della spesa di ben 11,4 punti percentuali. Le Regioni in cui i turisti spendono di più sono Lazio e Veneto (in queste due Regioni si concentra infatti il 60% della spesa turistica!). Andrea Cancellato, presidente di Federculture, ha tuttavia sottolineato che “un servizio culturale è forte se lo è non solo per i turisti, ma anche per cittadini e famiglie”.

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