Editoria, gli indipendenti si fondono in Adei: “Rappresentiamo il 40% del mercato”

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L’Osservatorio degli editori indipendenti (Odei) è ufficialmente confluito in Adei, una nuova associazione che raduna tutti gli editori indipendenti. In Adei sono confluiti 320 editori che rappresentano circa il 40% del mercato nazionale, e tra i quali spiccano marchi che si stanno facendo conoscere sempre più, come Sellerio, E/O, e così via.

Parliamo fondamentalmente di editori che non rispondono alle logiche delle lobbies, ma che operano con un approccio alle cose che è molto più culturale e molto meno “di mercato”. Insomma, Adei finirà col diventare un qualcosa con cui l’Associazione Italiana Editori (Aie) dovrà confrontarsi per forza di cose, anche perché né Mondadori, né Feltrinelli, e tanto meno Giunti e GeMS possono ignorare il fatto che l’editoria indipendente rappresenti il 40% del mercato.

Inoltre queste due realtà dovranno confrontarsi su un tema che ancora oggi è molto scottante, vale a dire l’accusa che gli editori piccoli e indipendenti hanno mosso nei confronti di Aie, ritenuta troppo distante dagli editori minori e sempre più vicina e “amica” dei grandi player. La nascita di un soggetto autonomo come Adei, quindi, serve anche a questo: a permettere che tra queste due realtà ci possa essere un confronto più equilibrato.

Cristina Giussani, presidente nazionale del sindacato librai di Confesercenti, che nella vita fa la libraia e l’editrice, ha dichiarato: “La nascita di un’associazione di questo tipo deve essere di stimolo per tutti. E’ giunto il momento di mettersi attorno ad un tavolo tutti insieme e dare vita alla consulta del mondo dell’editoria con dentro associazioni degli editori, librai e rappresentanti della distribuzione. Aie ormai non può più fare finta di niente”.

Secondo Giussani, gli editori che sono confluiti in Adei avrebbero avuto piacere di rimanere tutti dentro Aie, ma il problema è che Aie non ha fatto praticamente nulla per attirarli al suo interno. Ma allora cos’è che gli editori piccoli e indipendenti contestano all’Aie? “Quando dentro un’associazione figurano quattro colossi risulta difficile riuscire a fare una politica sia per i grandi che per i piccoli. Però Aie deve provarci. Finora la realtà è che i pesi sono troppo spostati su questi quattro grandi editori”.

In particolare, gli editori indipendenti chiedono una modifica della legge Levi affinché lo sconto massimo applicabile ai libri si riduca dal 15 al 5 per cento. Una misura di questo tipo, ha spiegato Giussani, “la vogliono moltissimi piccoli e medi editori e anche il gruppo Giunti. Sono solo Mondadori e GeMS a frenare sul discorso dello sconto, perché ritengono che riducendo lo sconto si riducano anche le vendite. E invece basterebbe guardare alla Francia, alla Germania e ad altri Paesi dove le librerie mica chiudono, anzi. Da noi, negli ultimi anni, ha chiuso un quarto delle librerie indipendenti”.

Intanto ad aiutare (e non poco) il settore sono state due misure varate di recente: da una parte il bonus 18app che ha ridato linfa alle vendite, e dall’altra il credito fiscale introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 che ha alleggerito il carico di imposte gravante sulle librerie (misura, questa, che riguarda sia le librerie indipendenti che i punti vendita appartenenti a una data catena).

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