Anoressia, un disturbo sempre più diffuso: due libri per capirne di più

by on

L’anoressia è un disagio che induce la persona che ne è affetta a rifiutare ogni tipo di cibo. Di solito si descrive questa patologia in modo molto sommario, ma la realtà dei fatti è che l’anoressia può essere scatenata da diverse cause e può manifestarsi sotto diverse forme, per cui a voler essere precisi esistono non poche ma tante forme di anoressia. Alcune forme sono più innocue, altre più gravi, ma in tutti i casi l’anoressia è un qualcosa che non va mai e poi mai sottovalutato.

L’anoressia nervosa, in particolar modo, è insieme alla bulimia uno dei disturbi del comportamento alimentare più noti e seri. Si tratta del rifiuto categorico di cibo da parte della persona e della sua paura ossessiva e ingiustificata di ingrassare. Nei casi più gravi questa forma anoressica porta a problemi di malnutrizione, a inedia, amenorrea ed emaciazione, tant’è che la ricerca è tutt’oggi al lavoro per cercare di capire come riuscire a trattarla nel modo migliore possibile. Le cure farmacologiche di cui disponiamo oggi giorno aiutano fino ad un certo punto la persona, per cui di strada da fare ce n’è ancora parecchia

Il mondo letterario però ha fatto passi da gigante in questa direzione, sfornando diversi testi che hanno tentato di descrivere questo disturbo da diversi punti di vista: ci sono titoli se vogliamo più medici, altri più psicologici e altri ancora più romanzati. Uno dei riferimenti più interessanti è “Volevo essere una farfalla” di Michela Marzano, filosofa e scrittrice, nonché nome conosciuto nel mondo della cultura parigina. La malattia quindi non le ha certo impedito di “fare carriera”, ma Michela sa bene cosa questa sua condizione le ha fatto provare, quanti ostacoli le abbia presentato davanti.

“L’anoressia – scrive – non è come un raffreddore che passa così, da sola. Ma non è neppure una battaglia che si vince. L’anoressia è un sintomo. Che porta allo scoperto ciò che ci fa male dentro. Oggi ho 40 anni e sto bene, o meglio, sto male, ma male come chiunque altro. Ed è anche attraverso all’anoressia che ho imparato a vivere. E’ vero che le ferite non si rimarginano mai del tutto, ma in questo libro ho voluto provare a raccontare la mia storia. Pensavo che non ne avrei mai parlato, e invece col passare degli anni parlarne, uscire allo scoperto, è diventata una necessità”.

Un altro libro interessante è “Adolescenza e anoressia. Corpo, genere, soggetto” scritto da Elena Riva. Questo volume analizza i disturbi del comportamento alimentare tipici soprattutto dell’adolescenza, analizzandone i risvolti relazionali e sociali. Si fa spazio quindi anche alla presentazione del materiale clinico di cui disponiamo oggi giorno, e si fa luce sui presupposti teorici e sulle metodologie di intervento, sia individuali che di gruppo, che sono state sperimentate con successo tra i ragazzi e i loro genitori. Nessuna autobiografia, dunque, ma un volume a tutti gli effetti che prende i disturbi alimentari e li analizza con un linguaggio se vogliamo più professionale, reso tale anche dalla professione di psicoterapeuta e psicoanalista svolta appunto dall’autrice.

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