“Per il settore dell’editoria, l’economia digitale, in questo momento, rappresenta unicamente un portatore di recessione”. Queste le dure parole pronunciate da Marina Macelloni, presidente Inpgi, nel corso del Festival del lavoro 2018 di Milano, organizzato dal Consiglio nazionale e dalla Fondazione studi consulenti del lavoro. E alla sua considerazione ha aggiunto: “Il processo di trasformazione è soltanto in uno stadio iniziale: ha bisogno di tempi lunghi per poter essere rielaborato”.

La divinazione affascina da sempre l’essere umano, che sin dall’antichità sentiva il bisogno impellente di dare una risposta a tutto ciò che gli ruotava attorno: ieri come oggi c’era il bisogno di dare un senso a tante cose, ma anche di provare a capire la piega che avrebbero potuto prendere gli eventi, così da reagire al futuro con un minimo di preparazione o, ancora meglio, con la tenacia di provare a cambiare il corso delle cose prima che questo potesse verificarsi. E l’astrologia, ma anche i pendoli e i tarocchi, hanno provato a dare una risposta in questo senso.

L’Osservatorio degli editori indipendenti (Odei) è ufficialmente confluito in Adei, una nuova associazione che raduna tutti gli editori indipendenti. In Adei sono confluiti 320 editori che rappresentano circa il 40% del mercato nazionale, e tra i quali spiccano marchi che si stanno facendo conoscere sempre più, come Sellerio, E/O, e così via.

Maestra di Lisa Hilton è un libro edito Longanesi che è uscito per la prima volta nel 2016. Si tratta di un romanzo di 398 pagine che guarda prevalentemente a un pubblico adulto, in quanto la storia raccontata al suo interno riprende toni chiaramente erotici. Si tratta insomma di quel filone di letteratura apertamente sexy che mira a riprendere il percorso tracciato in questi anni da “Cinquanta sfumature”, ma che non disdegna affatto elementi thriller e lati più introspettivi. Insomma, “Maestra” è un libro a cui è stato dato un taglio molto particolare, per cui non aspettatevi di trovare quella pornografia spudorata che è tipica, per esempio, dei telefoni hard e di tutto quel sottobosco dove l’eros (divenuto hard) viene banalmente commercializzato.

Anno dopo anno le statistiche non fanno che confermare un dato che a questo punto può esser considerato un vero e proprio “dato di fatto”, e cioè che in Italia il numero di lettori è in costante diminuzione. Colpa delle tecnologie che ci distraggono? Colpa della crisi economica che non ci permette neanche più di farci spendere 10 o 15 euro per un libro? O colpa forse di un cambiamento molto più profondo?

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